Boom di lavori “verdi”, oltre 3mila assunzioni in Toscana

Nuovi lavori si stanno affacciando nel nostro Paese: attraverso un recente rapporto stilato dalla Fondazione Symbola in collaborazione con Unioncamere, si nota che in Italia sono in crescita i lavori “verdi” denominati Green Jobs. Sono circa 372mila le imprese della Penisola che hanno scelto di puntare sulla sostenibilità ambientale per superare la crisi. Dalle stime rilevate da Fondazione Symbola, la regione che offre più opportunità lavorative ai professionisti della Green Economy è la Lombardia, che conta 71mila imprese green pari a 1/5 del totale nazionale e che, tra tutte le province di quella regione, dovrebbero essere assunte circa 19 mila persone. Seguono il Lazio con 9.140 assunzioni e l’Emilia Romagna con 6.390 nuovi assunti nel 2015. Insomma al nord stimano 26.000 assunzioni contro le 17.000 del sud e isole. Il centro invece si posizionerebbe con 15.000 assunzioni nel 2015 (di cui oltre 3mila stimabili in Toscana), nella sola provincia di Milano circa 11.500 mentre in quella di Roma circa 8.000. A dire che i Green Jobs saranno i lavori del futuro sono analisti, addetti ai lavori ed ecologisti i quali, mentre parlano della Green Economy, associano i Green Jobs come un insieme di modelli efficaci per uscire dalla crisi con metodi rinnovati e sostenibili per l’ambiente. Solo in Italia, tra il 2009 e il 2012, i Green Job hanno occupato circa 120.000 persone in numerosi settori e con specializzazioni diverse. Dice Mirko Lami (segreteria Cgil Toscana): “Credo che ci siano delle opportunità che non dobbiamo farci sfuggire pur sapendo che trattasi di un mondo completamente nuovo sia per le aziende che per i lavoratori. La Cgil Toscana farà il possibile per non perdere questa nuova opportunità, iniziando con avanzare delle proposte alla Regione Toscana anche se la stessa Regione si trova già dentro ad un progetto europeo denominato EGREJOB, che sta per Euro-mediterranean GREen JOBs. La Toscana, ad ogni livello, deve attrezzarsi per cogliere queste nuove possibilità”. Alcuni esempi di lavori “verdi”: – dalla biocosmesi ai prodotti riciclati, dalla moda sostenibile ai giocattoli eco-compatibili, dall’ecoturismo alla gastronomia ecofriendly. – edilizia sostenibile: si parte dalla certificazione della classe di efficienza alle rinnovabili obbligatorie, le nuove case devono rispondere a standard sempre più ambiziosi. Va da sé che figure come ingegneri ambientali, architetti specializzati in bioedilizia e tecnici certificatori hanno – e avranno – spazi sempre maggiori nel mercato del lavoro, così come gli operai edili avranno possibilità di livelli superiori grazie a specializzazioni alte – riciclo: l’evoluzione delle tecniche di riciclo dei materiali e delle normative in materia ha alimentato un vero e proprio settore industriale che comprende la raccolta, la selezione e il riciclo dei rifiuti. – agricoltura sostenibile attraverso l’affermazione delle produzioni a chilometro zero. Tra le professionalità “verdi” più richiesti in Italia nel 2015 figurano: installatore di impianti termici sostenibili; ingegnere energetico; tecnico meccatronico (si dedica allo studio di sistemi meccanici intelligenti); ecobrand manager (studia mercato di riferimento, predispone il piano di marketing); responsabile degli acquisti verdi; esperto in demolizione volta al recupero dei materiali (figura utilissima, ad esempio, nel piano previsto su Piombino); esperto in commercializzazione dei prodotti di riciclo; programmatore delle risorse agroforestali; pedologo; ingegnere e statistico ambientale; risk manager (è il processo mediante il quale si prevede il rischio di un’azienda e si attuano delle strategie per evitarlo o per gestirlo). Tutti esempi di come cambiano le professionalità e le mansioni. Fonte: Cgil Toscana – Ufficio stampa

http://www.gonews.it/2015/11/11/boom-di-lavori-verdi-oltre-3mila-assunzioni-in-toscana/